Arte in viaggio

Christo e Jean Claude, the floating piers

The Floating Piers è il nome dell’ambiziosa installazione di Christo, l’artista bulgaro famoso per le sue land art. Si tratta di una passerella galleggiante lunga più di 4 chilometri vestita di un tessuto giallo, adagiata sulle acque del lago d’Iseo. Da quando è stata inaugurata ha portato sul lago circa 15mila persone al giorno… ed io sono molto attratta e voglio capire perché una lunga striscia gialla possa catturare così tanto la mia attenzione e quella di migliaia di persone che ogni giorno vi arrivano da ogni parte d’Italia e del mondo.

I numeri, devono essere stati i numeri ad attirare la mia attenzione. 46 anni ci sono voluti per realizzarla, da quando Christo e Jean Claude -la moglie, che non c’è più ma solo fisicamente perché l’artista riesce a portarla con sé in ogni modo e a farcene sentire la presenza- l’hanno pensata.

The Floating PiersDopo il no dell’Argentina nel 1970 -il progetto prevedeva una passerella di legno galleggiante lunga 2,000 metri sul delta del Rio de la Plata- e poi del Giappone nel 1995 -proposero di creare due pontoni galleggianti lunghi 150 metri, ricoperti di tessuto, destinati a collegare due isole artificiali nella baia di Tokyo, ma anche in questo caso non ebbero i permessi e le autorizzazioni-  è stata l’Italia a dire si. E questo mi riempie d’orgoglio ed è forse per sottolineare questo orgoglio che non riesco a vedere in quest’operazione qualcosa di sbagliato.20160625_154258Non solo numeri ma parole, tante se ne sono sprecate in questi giorni, io ne ho metabolizzata solo una, quella che più mi sta a cuore, che poi ho scoperto essere uno dei ‘comandamenti’ di questo artista: libertà. Non ha accettato sponsorizzazioni, e non lo ha fatto mai. Non ha accettato collaborazioni a titolo gratuito, neanche per stampare manifesti, cartoline, libri o prodotti del genere…no soldi grazie ma libertà d’agire. Questo gli ha permesso di lavorare senza nessun tipo di interferenze o compromessi, come dovrebbe lavorare qualsiasi creativo. L’intera installazione, permessi, realizzazione dei materiali, compresa la rimozione  è stata sostenuta interamente dall’autore…amo quest’uomoThe Floating PiersIl metodo usato per il finanziamento è semplice: negli anni che precedono lo studio di un’installazione, Christo, realizza centinaia fra opere, bozzetti, pezzi d’arte come modelli, quadri, collage, semplici schizzi o dettagliatissime analisi architettoniche. Tutto questo viene venduto, e non certo a buon mercato, ma a centinaia di migliaia di dollari a pochi intimi collezionisti. Insomma per farla breve il ricavato di quanto i suoi pensieri producono andrà a finanziare le installazioni…amo quest’uomo.Quante polemiche in questi giorni e quante ce ne saranno ancora. Io non sono capace di dare un giudizio critico ad un’opera d’arte, di solito mi abbandono alle sensazioni che questa è capace di donarmi, ma questa opera ha un valore aggiunto che me la fa amare, anzi tanti. Il fatto che l’ha realizzata in totale autonomia economica, che ha reso gratuito l’ingresso, che ha fatto lavorare centinaia di persone per mesi, che i volontari alla sicurezza oltre ad essere persone speciali sono tutti regolarmente pagati, e questo per far in modo che le persone non si facciano male e abbiano una piacevole passeggiata…che da mesi in tutto il territorio c’è l’overbooking e quindi tutti stanno lavorando. In un posto che fino a qualche mese fa pochi, io compresa, sapevano a mala pena individuare nella cartina geografica. Che poi ci siano disagi e molte persone rimangano ore ed ore in attesa di raggiungere la location era prevedibile…io amo quest’uomo.20160625_152137Lo ripeto non sono in grado di giudicare l’opera se non attraverso le emozioni che riesce a trasmettermi ma di sicuro non credo che un’opera d’arte debba essere funzionale, cosa che più di tutto gli è stato rimproverato, quello spetta agli ingegneri e agli architetti, un’installazione è prima di tutto un’operazione estetica fine a se stessa. E quelle di Christo che sono rese ancora più effimere dalla breve durata lo sono dichiaratamente. Questa rispetto alle precedenti, gli impacchettamenti, ha di speciale il fatto che al piacere di vedere qualcosa che spezza la quotidianità, si aggiunge il piacere e l’ebbrezza di farne parte.The Floating PiersGuardare l’orizzonte di gente che disegna le acque del lago e sapere di farne parte ti fa vedere l’opera d’arte non come qualcosa da guardare senza capirne il significato nelle teche di un museo, ma qualcosa che vive e respira insieme a te…amo quest’opera.The Floating Piers

curiosità: altre opere dell’artista

  • Festival dei Due Mondi (giugno 1968). Spoleto. Imballaggio della Fontana di piazza del Mercato e del Fortilizio dei Mulini.
  • Primo imballaggio di un edificio intero (luglio 1968) – Kunsthalle (Museo d’arte) di Berna – Svizzera.
  • Documenta 4 di Kassel (agosto 1968) – un imballaggio d’aria di 5.600 m³ sollevati da gru e visibili da 25 km di distanza.
  • imballaggio del monumento a Vittorio Emanuele II in piazza Duomo a Milano, 1970.
  • Valley Curtain (1970-1972) – un telo lungo 400 metri steso lungo una valle delle Montagne Rocciose in Colorado.
  • imballaggio di Porta Pinciana a Roma 1974.
  • Surrounded Islands (1980-1983) – le isole della baia di Biscayne a Miami sono circondate da una cintura di polipropilene fucsia.
  • The Umbrellas (1984-91) – Progetto di Land Art da 6 – 8 miglia, 3.000 ombrelli alti 3,65 m. e larghi 5,5 m. Japan-USA.
  • imballaggio del Pont Neuf (settembre 1985) – il Pont Neuf di Parigi, il più vecchio dei ponti della capitale francese, è impacchettato da un telo di poliestere giallo ocra.
  • imballaggio del Reichstag (giugno 1995) – il Reichstag di Berlino è impacchettato con un tessuto argentato. Circa 9 Milioni di persone sono andate a vedere l’opera.
  • The Gates (2004-2005) è stato aperto al pubblico dal 12 al 27 febbraio 2005. Era un percorso di 37 chilometri attraverso il Central Park di New York, costituito da materiale arancione intervallato da 7.503 portici, alti circa cinque metri e disposti a quattro metri di distanza fra loro.

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